Il Cile pubblica un nuovo regolamento sugli odori per gli impianti di trasformazione del pesce, gli impianti di produzione di olio e gli impianti di produzione di mangimi per pesci

Comunicato stampa: Il sottosegretario all'Ambiente, Maximiliano Proaño, ha sottolineato che si tratta di una pietra miliare importante per le comunità costiere, in quanto mira a migliorare la qualità della vita delle persone stabilendo standard rigorosi per le industrie.

Il Ministero dell'Ambiente ha pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale lo Standard di emissione di odori per il settore della pesca, un nuovo regolamento che favorirà la protezione della salute pubblica e il miglioramento della qualità della vita delle comunità che vivono accanto alle attività industriali nelle zone costiere del Paese.

Lo standard stabilisce, per la prima volta in Cile, i limiti di emissione di odori e i requisiti per le buone pratiche operative per gli impianti di produzione di farina e olio di pesce, nonché per gli impianti di produzione di mangimi per pesci, per un totale di 32 strutture distribuite sul territorio nazionale.

Da Coronel, il sottosegretario all'Ambiente, Maximiliano Proaño, ha sottolineato che "la pubblicazione di questo standard è un'ulteriore prova dell'impegno del nostro governo a migliorare la qualità della vita dei cittadini. Stiamo rispondendo a una richiesta di lunga data delle comunità con regole chiare, rigorose e al tempo stesso realizzabili".

Il nuovo regolamento stabilisce standard basati sulle capacità delle tecnologie disponibili in Cile, garantendo che i livelli di emissione di odori consentiti siano misurabili e controllabili. Le fonti esistenti devono ridurre le loro emissioni di odori del 70% entro quattro anni, o dimostrare un impatto pari o inferiore a 5 unità di odore, misurato come il 98° percentile, mentre i nuovi impianti devono rispettare un limite più severo di 3 unità di odore. Lo standard incorpora anche requisiti per le buone pratiche operative come complemento ai limiti di emissione.

Il regolamento entrerà in vigore il 17 giugno 2026, sei mesi dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, e la sua osservanza sarà monitorata dalla Sovrintendenza all'Ambiente. Il suo sviluppo si è basato su studi tecnici ed economici, sulla raccolta di dati sul campo e su un processo di partecipazione che ha incluso una consultazione pubblica da febbraio a maggio 2023, ricevendo 120 commenti, seguita dall'approvazione da parte del Consiglio dei Ministri per la Sostenibilità e il Cambiamento Climatico nel giugno 2024.

Si stima che l'attuazione di questo standard ridurrà in modo significativo le emissioni di odori esistenti, migliorando la qualità della vita di circa 138.000 persone e contribuendo ad alleviare un carico ambientale che ha colpito in modo sproporzionato le comunità e i gruppi più vulnerabili.

Il processo normativo è iniziato nel 2019 nell'ambito degli impegni del Programma di Recupero Ambientale e Sociale (PRAS) per Coronel nella Regione del Biobío e della Strategia di Gestione degli Odori del Ministero dell'Ambiente. La norma stabilisce quindi un parametro di riferimento a livello nazionale per tutti i comuni che ospitano queste fonti di emissione, contribuendo a ridurre gli odori molesti e a migliorare l'ambiente della comunità.

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